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martedì 31 dicembre 2013

2013

5 marzo 2013, muore Hugo Chavez, presidente venezuelano


"Dimessosi un Papa, se ne fa un altro".  Si ritira Ratzinger e il 13 marzo viene eletto Josè Bergoglio, con il nome di Francesco 

























Leggi: "Buonasera"

8 aprile: a Londra muore Margareth Tatcher

           "Jump or not to jump"


Tra maggio e giugno esplode la tensione in Turchia: il governo Erdogan reagisce con forti repressioni 


           "Turchia: domanda e risposta"
           "Update from Turkey"
           "Democratic Emergency in Turkey"
           
           
22 luglio 2013: nasce George Alexander Luis, il Royal Baby d'Inghilterra (Jason Bell/Camera Press)





































Leggi: "Royal Baby e dintorni"

5 novembre 2013: Bill de Blasio (partito democratico) è il nuovo sindaco di New York 

























Leggi: "Vino, mozzarella e dignità"

27 novembre: il senato della Repubblica Italiana vota la decadenza di Silvio Berlsuconi

Novembre 2013: il tifone Haiyan investe le Filippine



























5 dicembre: muore Nelson Mandela (ph. Diletta Paoletti)



























Leggi: "Madiba




mercoledì 6 marzo 2013

Tutti i murales del Presidente

Raul Arboleda/AFP


Raul Arboleda / AFP
Jorge Silva, Reuters




Raul Arboleda/AFP
Ariana Cubillos

I murales rappresentano da sempre una forma espressiva molto in voga in America latina, e contribuisco, non poco, alla idealizzazione della persona, dell’uomo politico che si fa mito, simbolo ed emblema. Spesso hanno assunto il valore di vera e propria arte, riconosciuta a livello internazionale. Si pensi, solo per fare un esempio tra i più significativi, alle opere di Diego Rivera nel Messico degli anni Venti del Novecento, quando, sulla scia della rivoluzione, gli artisti riscoprono il valore sociale dell'arte e le sue potenzialità comunicative.
Visibile e di grande impatto, la pittura murale intende agire da supporto al rinnovamento politico e morale del paese e della società cui si rivolge, alla diffusione di idee democratiche ed egualitarie, in definitiva alla creazione di un nuovo Stato. Gli interlocutori? Le masse popolari, la classe rurale e contadina, in grado - indipendentemente dal livello culturale - di empatizzare emotivamente con le scene ritratte. Spesso non descrittive e realistiche: molti dei murales sono percorsi da una tensione espressionista o visionaria, evidente nella deformazione dei tratti fisici, nell'uso di colori forti e stridenti, nelle associazioni impreviste.
Spesso difficile, se non inesistente, la distinzione con il graffitismo, fenomeno sorto spontaneamente, a partire dagli anni ‘70, nei quartieri disagiati di grandi metropoli come New York, portatore di un linguaggio grafico notevolmente complesso giocato, nella sua forma più ortodossa, sull'elaborazione della propria firma in gigantesche scritte dai colori squillanti impresse illegalmente sui muri.