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mercoledì 12 marzo 2014
Berkin
Dopo nove mesi di coma, è morto oggi - martedì 12 marzo - Berkin Elvan.
Giovanissimo, 15 anni, era stato colpito alla testa da una granata durante gli scontri a Gezi Park, nel giugno 2013. Da allora era diventato il simbolo della lotta contro la spietata repressione del governo Erdogan.
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domenica 9 febbraio 2014
Goodbye, internet freedom
Turkish police use tear gas and water cannons to disperse protesters demonstrating against Internet censorship.
The draft bill, which would enable mass surveillance of internet users, is due to be debated in Turkey's parliament in the coming days.
___
Lacrimogeni e cannoni d'acqua: la polizia turca disperde i manifestanti, in piazza contro la censura della rete.
Il provvedimento - che prevede una sorveglianza sull'utilizzo del web - sarà all'esame del parlamento turco nei prossimi giorni.
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lunedì 10 giugno 2013
Gezipark Philharmonic
Member of many Turkish Orchestras and freelance musicians giving a concert in Gezi Park.
I publish
once again some notes from a Turkish friend of mine, Yurdakul Celebi.
There
are many politicians in Turkey who have common sense including President Gul.
They have been trying to calm things down. However, they cannot do much
because, Mr Erdogan is the absolute leader of his party and the country.
The
issue is Mr Erdogan's attitude. He acts like he does not want to calm things
down. He has been avoiding to give a simple apology to those who have suffered
from the police's treatment. He still insists on demolishing the park. He still
accuses protesters as marginals and terrorists. So, nothing changes on his
side. It looks like he did not get the message from people at all.
Since
the police has withdrawn, Taksim square has become a festival place. A lot of
people gather there, they sing together, act together, read together, pray
together, share their food with each other.
I must
say, I have never seen Taksim this peaceful.
We
will see what happens next...
Regards,
Yurdakul
mercoledì 5 giugno 2013
Turchia: domanda e risposta
In data 2 giugno 2013,
Libertà e Giustizia Roma invia una lettera aperta all’Ambasciatore turco in
Italia, pochi giorni dopo la risposta. Eccole entrambe:
Ambasciatore Hakkı
Akil,
come cittadini
Italiani amici della Turchia siamo rimasti profondamente colpiti dalla
brutale repressione che il suo Governo ha posto in essere contro i dimostranti
di Piazza Taksim.
La difesa del Gezi
Parki è diventata il simbolo dei cittadini che vedono erodere ogni giorno il
valore fondativo della laicità dello Stato Turco, a causa di una legislazione
sempre più soggetta a restrizioni religiose.
L'interferenza
della religione - di alcuni - sulle leggi - per tutti - ha sempre provocato
ingiustizie e regresso sociale ed infatti è stata da tempo superata negli stati
con democrazie più avanzate
Anche in Italia la
laicità dello Stato è molto incerta e tanti cittadini - credenti e non
credenti - si battono insieme perché questo tema si affermi pienamente, come
principio di rispetto ed eguaglianza verso i credenti di tutte le religioni, in
regime di assoluta parità con chi si dichiara ateo.
Ambasciatore Hakkı
Akil,
nell'esprimere pena
solidarietà ai dimostranti così duramente e ingiustamente perseguitati e
feriti, le chiediamo di riferire al suo Governo la profonda preoccupazione di
molte cittadine e cittadini Italiani per l'indebolimento nella Turchia
del valore della laicità, che è stato uno degli elementi più importanti per
creare un clima di progressiva fiducia tra Turchia ed Europa, e che oggi
rischia di subire una brusca battuta d'arresto.
Con amicizia e
impegno democratico
Massimo Marnetto
Libertà
e Giustizia di Roma – Italia
***
La
ringrazio per l’interesse dimostrato per gli avvenimenti che succedono nel
nostro Paese.
Il
diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione, sono
diritti garantiti dalla Costituzione nel nostro Paese.
In
realtà, questo tipo di manifestazioni fanno parte della cultura politica della
Turchia. Esse non sono casi nuovi o straordinari.
Durante
le manifestazioni iniziate a Taksim che avevano finalità di protezione
ambientale e in seguito dilagate ulteriormente, le forze di sicurezza hanno
dovuto intervenire contro alcuni gruppi che avevano fuorviato lo scopo della
manifestazione, ricorrendo alla violenza.
Il
Primo Ministro Erdogan e il Ministro dell’Interno Güler hanno personalmente
condiviso con l’opinione pubblica l’idea che la polizia in alcune momenti della
manifestazione abbia usato la forza in maniera sproporzionata e hanno
prontamente annunciato l’apertura di un'inchiesta.
Infatti,
oggi, il Ministero dell'Interno ha avviato questo processo.
Allo
stato attuale, i rappresentanti della politica e della società civile fanno
appelli al buon senso.
La
democrazia radicata della Turchia e la cultura di pace della nostra comunità
hanno la maturità e gli strumenti sufficienti in grado di porre fine a questo
processo in modo pacifico.
In
questo senso, il Presidente della Repubblica oggi ha lanciato un messaggio nel
quale ha espresso che i messaggi di buon senso sono ricevuti e verranno
considerati.
La
ringrazio ancora per la sua cortese attenzione e sensibilità ed invio cordiali
saluti.
Hakkı AKİ
L' Ambasciatore
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