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martedì 19 maggio 2015

MigrationEU: cosa hanno detto i Ministri



Ecco, in breve, i punti più importanti delle 16 pagine di conclusioni del Consiglio dei Ministri dell'Ue su affari esteri e relazioni internazionali di lunedì 18 maggio 2015, focalizzato, in particolare, sulle questioni di sicurezza e difesa 

CAMBIAMENTI "The global and European security environment has changed dramatically in recent years. This calls for a stronger Europe, with a stronger and more effective Common Security and Defence Policy (CSDP). The conflicts, threats and instability in the EU’s immediate and wider neighbourhood, affecting inter alia Iraq, Libya, the Sahel, Syria and Ukraine, as outlined in the report from the High Representative, together with long standing and newly emerging security challenges, are significantly impacting European security as well as international peace and security, and challenging our fundamental values and principles".

AL VIA UN PRIMO INTERVENTO "The Council reiterates its concern on the tragic loss of life of migrants in the Southern Central Mediterranean and the need to prevent it. In response to and in line with the extraordinary European Council of 23 April, today it approves the Crisis Management Concept for, and adopts the Council Decision establishing a CSDP operation to contribute to the disruption of human smuggling networks, in line with international law. It calls for further work on this basis to enable further decision-making by the Council. The Council also welcomes the ongoing work to strengthen EUCAP SAHEL Niger to assist the Nigerien authorities in this respect and underlines the need for comprehensiveness and close coordination with other CSDP missions in the region as well as other EU instruments. The Council recalls the need to implement the integrated border management projects in the Sahel region in accordance with the Sahel Action Plan".

Come vedete, si dà il nulla osta ad una prima operazione, ma si rimanda a decisioni successive per ulteriori interventi. 


COLLEGAMENTO SICUREZZA INTERNA ED ESTERNA The Council strongly underlines the need to further strengthen the links between external and internal security. The aim is to increase synergies in the EU response to priority horizontal issues such as terrorism, organised crime, foreign fighters, smuggling and trafficking in human beings, irregular migration, hybrid threats, border management, energy security and cyber security, taking into account i.a. the ongoing revision of the European Agenda for Security. In this context, the Council encourages the development of further synergies between CSDP, in both its civilian and military dimensions, and Freedom, Security and Justice actors, notably the EU agencies (Europol, FRONTEX and CEPOL) and with Interpol, by inter alia building on the frameworks of co-operation signed between the EEAS, FRONTEX and Europol as well as between the EEAS and the European Gendarmerie Force.


Maggiori informazioni, qui


mercoledì 16 luglio 2014

Il volto esterno dell'Ue

Il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini, tra i nomi in lizza per la carica di Alto Rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza


















Mogherini sì, Mogherini no. Mentre in Europa e in Italia si dibatte sul nome del futuro Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, guardiamo più da vicino la carica, le sue caratteristiche, la sua storia e i suoi poteri. 
Origini
Anzitutto questa figura nasce nel 2009 con il Trattato di Lisbona. L'obiettivo è quello di individuare un soggetto unico in grado di guidare la politica esterna dell’Unione europea. In precedenza, infatti, le attribuzioni dell’Alto rappresentante competevano a due personalità distinte in seno all’Ue: il cosiddetto Mr PESC (prima del 2009, infatti, l'Unione era divisa nei cosiddetti tre pilastri, uno dei quali era proprio quello esterno in materia di politica estera e sicurezza) e il commissario responsabile delle relazioni esterne.
Il trattato di Lisbona unifica le funzioni e riunisce in un’unica persona le competenze relative alla politica estera e di sicurezza comune. In questo modo - si pensava - l’azione esterna dell’UE avrebbe guadagnato coerenza, efficacia e visibilità.
Comunque l’Alto rappresentante dell’Unione non è l’unico ad avere il compito di rappresentare l’UE all’esterno. Il trattato di Lisbona, infatti, assegna anche al presidente del Consiglio europeo il compito di rappresentare al suo livello l’UE all’esterno, senza nulla togliere alle attribuzioni dell’alto rappresentante. Il testo però non precisa come il lavoro vada suddiviso tra queste due personalità e lascia quindi alla prassi il compito di decidere sui due ruoli.
Poteri
L’alto rappresentante partecipa attivamente alla politica estera e di sicurezza comune dell’Unione, innanzitutto contribuendo alla sua elaborazione con proposte che presenta al Consiglio e al Consiglio europeo e assicura l’attuazione delle decisioni adottate in quanto mandatario del Consiglio.
L’alto rappresentante ha inoltre una funzione di rappresentanza. Conduce il dialogo politico con i paesi terzi ed esprime la posizione dell’Unione nelle organizzazioni internazionali.
Dal momento che, come detto, prende il posto di MrPESC e del commissario per le relazioni esterne, l’Alto rappresentante ha ereditato le loro rispettive attribuzioni: in seno al Consiglio deve assicurare la coerenza e la continuità dei lavori nell’ambito della politica estera dell’UE e dunque presiede il consiglio "affari esteri" (la formazione, cioè, che riunisce i ministri degli esteri dei 28 paesi membri dell'Unione); in Commissione è incaricato delle responsabilità che incombono a tale istituzione nel settore delle relazioni esterne. Deve altresì vigilare sul coordinamento della politica estera con le altre politiche e gli altri servizi della Commissione.
Inoltre, partecipa ai lavori del Consiglio europeo, ossia dell'isituzione che riunisce i capi di stato e di governo dei paesi membri.
Nomina
L’alto rappresentante è designato dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata e con l’accordo del presidente della Commissione. Il Consiglio europeo può porre fine al mandato secondo la medesima procedura.
Data l’importanza della sua funzione, l’Alto rappresentante è anche uno dei vicepresidenti della Commissione. Conseguentemente, egli è sottoposto al voto di approvazione del Parlamento europeo così come il presidente e gli altri membri della Commissione. Il trattato sull’UE precisa che nel caso di mozione di censura votata dal Parlamento nei confronti della Commissione, l’alto rappresentante deve abbandonare le funzioni che esercita in seno alla Commissione, mentre può mantenere le responsabilità che detiene in seno al Consiglio fino alla formazione della nuova Commissione.
Servizio Europeo per l'azione esterna
Nell’esercizio delle sue funzioni l’alto rappresentante si avvale del Servizio europeo per l’azione esterna, che trova la sua base giuridica nell’articolo 27, paragrafo 3 del trattato sull’UE. Il funzionamento e l’organizzazione sono stabiliti da una decisione del Consiglio che delibera su una proposta dell’alto rappresentante. Il servizio lavora in collaborazione con i servizi diplomatici degli Stati membri ed è composto da funzionari dei servizi competenti del segretariato generale del Consiglio e della Com­missione e da personale distaccato dai servizi diplomatici nazionali.
In queste ore, dunque, va in scena il tira e molla tra paesi sul nome del prossimo Alto rappresentante, che prende il posto di Lady Cathrin Ashton, per una carica che potrebbe molto più di quello che i paesi gli consentono di fare. La politica estera e di sicurezza comune è soggetta a norme e procedure specifiche ed è definita e attuata dal Consiglio europeo e dal Consiglio che deliberano all'unanimità (la consacrazione, cioè, del metodo intergovernativo), salvo nei casi in cui i trattati dispongano diversamente.
Vedremo se, anche in questo campo, come molti promettono ci sarà una (sperata) inversione di tendenza.