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sabato 2 giugno 2012

Oggi. Sessantasei anni fa.



dal film "Una vita difficile", Dino Risi, 1961

mercoledì 21 marzo 2012

Il giro d'Italia in 150 giorni


Che ci fanno Giuseppe Garibaldi, il ragionier Fantozzi e Silvio Berlusconi nelle pagine dello stesso libro? Che cosa ha in comune la Breccia di Porta Pia con la Milano da bere? E la voce di Pavarotti con le imprese di Dorando Pietri? La risposta – più semplice di quanto si possa pensare – è che sono tutti fatti, personaggi e caratteri italiani, magistralmente raccontati da Massimo Gramellini – giornalista e vicedirettore de La Stampa, nonché autore di ottimi libri – e Carlo Fruttero, compianto scrittore e uomo di cultura, uno di quei personaggi di cui la contemporaneità sembra essere sempre più avara.

Il libro si intitola significativamente “La Patria, bene o male, ma ancor più significativo è il sottotitolo: Almanacco essenziale dell’Italia unita (in 150 date): un viaggio tutto italiano, una risalita lungo i quindici decenni che vanno dal 1861 ad oggi. In 150 giornate. Alcune sono date inevitabili, di quelle che hanno fatto e (quasi) disfatto il paese – dal voto del Senato che sancisce la nascita dell’Italia a Mani pulite – “ma molte altre – si legge nella prefazione –, non senza lunghe discussioni tra noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili”.

E’ così che cronaca rosa e cronaca nera si susseguono, grandi fatti si intrecciano con piccole avventure, storie collettive fanno da sfondo a storie di singoli, da Collodi a Gianni Agnelli, passando per Joe Petrosino, Giovanni Gentile e Giacomo Matteotti. C’è la mafia, ci sono gli anni di piombo. C’è la dolce vita e il neorealismo. In spazi rigorosi (ogni storia non supera la pagina e mezzo) il libro restituisce vita agli eventi, grazie ad un abile taglio narrativo che non sacrifica – anzi, enfatizza –  i particolari.

Operazione banale? Niente affatto: nulla è più difficile che condensare e rendere tanto accattivanti fatti del passato. Noiosa? Men che meno: lontano, anzi lontanissimo, è quel non so che di didascalico dei manuali scolastici. Utile? Certo, dal momento che – spiegano Gramellini e Fruttero – l’intento è quello di “offrire un’infarinatura di storia d’Italia”. Perché, tra vizi e virtù, gli anni sono passati e ancora oggi questa Italia ci divide e ci unisce, ci esalta e ci scoraggia. Eternamente sospesa tra il bene e il male.