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sabato 2 novembre 2013
domenica 6 ottobre 2013
Tutto il mondo è paese
Ecco i nuovi spot dei candidati a sindaco di New York. Dopo le primarie di settembre, Bill de Blasio (democratico) e Joe Lhota (repubblicano) sono pronti a sfidarsi nell'election day del 5 novembre.
Intanto - almeno stando alla pubblicità del repubblicano - un tema su tutti li divide: le tasse.
Perché, in fondo, tutto il mondo è paese.
venerdì 20 settembre 2013
Final push
Bill de Blasio ha vinto le primarie democratiche e ora - sull'onda di una grande energia - aspetta il voto del 5 novembre con cui New York eleggerà il nuovo sindaco. Sfiderà il repubblicano Joe Lhota.
sabato 7 settembre 2013
La Grande Mela al voto/2
Bill Thompson e lo skyline
John Catsimatidis
Il discorso di John Liu
Il Discorso di Erick Salgado (strano a dirsi, ma nel suo sito non esiste una advert video...)
John Catsimatidis, 64 anni, repubblicano (web),
è il ricchissimo proprietario della catena di negozi di alimentari Gristedes. Nasce nell'isola greca Nysiros per poi emigrare a New York con la famiglia. Da Harlem alla Fifth Avenue, il passo è breve. Nella corsa per la poltrona di sindaco, punta tutto sui latinos, ma anche su quegli immigrati europei, che si riconoscono nella sua biografia.
John Liu, 46 anni, democratico (web)
è arrivato a New York inseguendo l'America dream. Originario del Taiwan, è l'attuale NYC comptroller (una sorta di supervisore delle finanze dei vari dipartimenti cittadini). Pare sia lo stakanovista delle primarie, capace di presenziare anche 15 eventi al giorno. La sua campagna punta al voto etnico: non solo, come è ovvio, a quello asiatico ma anche a quello nero e a quello musulmano (ogni venerdì visita una moschea). La sua proposta più coraggiosa: l'innalzamento del salario minimo.
Erick Salgado, 42 anni, democratico (web),
reverendo originario portoricano, rappresenta la comunità - in continua crescita - degli evangelical Hispanics. In una continua mescolanza di fede e politica, può contare su una qualche base, ma la sua candidatura non muove grandi numeri (né grandi cifre) e non è appealing per i distretti liberal e ricchi.
Il discorso di John Liu
Il Discorso di Erick Salgado (strano a dirsi, ma nel suo sito non esiste una advert video...)
William Thompson, 59 anni, democratico (web),
di origini caraibiche, è l'ex nyc comptroller ed è il candidato sconfitto - per 5 punti % - dell'attuale sindaco Bloomberg nella corsa del 2009. Ha stretto alleanza (elettorale) con la comunità degli ebrei ortodossi, vive ad Harlem ed intende assumere 2000 nuovi poliziotti. Molto attento ai bisogni della scuola pubblica (nella bio si definisce "a product of New York City's public schools", la madre era insegnante, così come lo è la figlia).
John Catsimatidis, 64 anni, repubblicano (web),
è il ricchissimo proprietario della catena di negozi di alimentari Gristedes. Nasce nell'isola greca Nysiros per poi emigrare a New York con la famiglia. Da Harlem alla Fifth Avenue, il passo è breve. Nella corsa per la poltrona di sindaco, punta tutto sui latinos, ma anche su quegli immigrati europei, che si riconoscono nella sua biografia.
John Liu, 46 anni, democratico (web)
è arrivato a New York inseguendo l'America dream. Originario del Taiwan, è l'attuale NYC comptroller (una sorta di supervisore delle finanze dei vari dipartimenti cittadini). Pare sia lo stakanovista delle primarie, capace di presenziare anche 15 eventi al giorno. La sua campagna punta al voto etnico: non solo, come è ovvio, a quello asiatico ma anche a quello nero e a quello musulmano (ogni venerdì visita una moschea). La sua proposta più coraggiosa: l'innalzamento del salario minimo.
Erick Salgado, 42 anni, democratico (web),
reverendo originario portoricano, rappresenta la comunità - in continua crescita - degli evangelical Hispanics. In una continua mescolanza di fede e politica, può contare su una qualche base, ma la sua candidatura non muove grandi numeri (né grandi cifre) e non è appealing per i distretti liberal e ricchi.
giovedì 5 settembre 2013
La Grande Mela al voto
Uno dei video della campagna di Christine C. Quinn L'endorsement di Rudy Giuliani per Joseph J. Lhota.
Il video promozionale di Bill de Blasio
NYC va alle urne. Dopo i
tre mandati dell’attuale sindaco Michael Bloomberg, la Grande Mela vota un
nuovo Mayor. Il 10 settembre si
terranno le primarie (se nessuno, tra i dodici candidati, otterrà più del 40
per cento dei voti, i primi due si giocheranno la candidatura in un
ballottaggio il primo ottobre), mentre il voto è fissato per il 5 novembre.
Ma chi sono i pretendenti
alla poltrona più importante della più progressista e cosmopolita città degli
USA (che, però, ha espresso prevalentemente sindaci repubblicani)?
Oggi ne conosciamo tre.
Christine C. Quinn (web), democratica,
ha 46 anni ed è la
presidente del Consiglio comunale, di fatto la figura istituzionale più
importante in città dopo Bloomberg. È lesbica e si batte per i diritti civili,
puntando in particolare al voto delle donne e della comunità gay. I suoi temi?
La casa – ha proposto la costruzione di
80,000 nuove unità abitative per l e fasce deboli della popolazione – e
la sanità.
Joseph J. Lhota (web), 58 anni, repubblicano,
è stato alla guida della
azienda dei trasporti di New York. Vicino a Rudy Giuliani, è considerato il
favorito alle primarie, ma forse è un po’ troppo di destra per attirare
elettori moderati e centristi alle elezioni di novembre (New York, infatti, ha
sempre optato per repubblicani censtristi).
Bill de Blasio (web), 51 anni, democratico,
è attualmente il difensore
civico di New York. La sua campagna si basa su una forte critica di quanto
realizzato nell’era Bloomberg. Con le sue origini italiane e con quelle
caraibiche della moglie (sul suo sito ufficiale le dedica grande spazio), punta
agli ethnic voters, anche se la
presenza nella corsa di un candidato asiatico e di uno afroamericano rende più
complicata la sfida.
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