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giovedì 17 gennaio 2013

Well done



Obama spiega il piano per ridurre la terribile scia di violenza prodotta dalla circolazione delle armi negli Stati Uniti. Ed è così che il Presidente - dopo aver sfidato i potenti interessi delle assicurazioni nella sanità - prova ad erodere il granitico consenso di cui godono - soprattutto al Congresso - le lobby delle armi. NRA in testa, che ha già risposto con un comunicato (leggi) e con un video (sotto). 

I terribili fatti di Sandy Hook ci avevano tanto colpito (Leggi: Smokin' Guns). Ci auguravamo qualcosa cambiasse. E, forse, qualcosa sta cambiando. Nella speranza che Obama riesca ad avere successo rispetto a questo grande e antico tabù della politica americana.

sabato 15 dicembre 2012

Smokin' Guns




“Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, non si potrà violare il diritto dei cittadini di possedere e portare armi”.
- II emendamento, The Bill of Rights
(ratificato dal Congresso degli Usa nel 1791)

Così recita l’emendamento che sa di frontiera e di pionieri, di coloni e di neonata nazione che, in crescita costante ma ancora fragile, vuole difendersi. Che parla della corsa all'ovest, di avventure e di polvere da sparo. Emendamento che oggi, 2012, quasi 2013, è ancora sacro vessillo di libertà (!) per le aree più conservatrici e retrive degli Stati Uniti.
Perché, in fondo, tutto cambia e nulla cambia. Anche nel paese per antonomasia più mutevole e più contraddittorio.
E poi c’è la NRA, National Rifle Association, potentissima lobby delle armi, tenace barriera ad ogni tentativo di legiferazione contraria ai suoi interessi. 

E così ci ritroviamo – once again – a piangere vittime su vittime. Che le lacrime di Obama lo spingano ad affrontare questa annosissima questione. Se è riuscito a vincere i forti interessi delle assicurazioni nella sanità, potrà forse far sì che gli Usa non siano più un grottesco, tragico e violento far west.