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domenica 25 gennaio 2015

Grecia vs Germania



Monty Python - Germania vs Grecia

lunedì 18 giugno 2012

La Grecia, tra il mito di se stessa e la crisi

Oli Scarff/Getty Images

«Non è certo una novità, è molto tempo che in Grecia viviamo nella luce di una stella morta», spiega Dimitris Dimitriadis, 68 anni, drammaturgo saggista, poeta e traduttore, intervistato da Le Monde a proposito del suo paese, mai come oggi in (profonda) difficoltà. Ma che forse, con il voto di domenica, ha deciso di voltare pagina, di andare avanti e provare a risalire la china. «Quello che caratterizza la Grecia è una sorta di stagnazione, di immobilismo mentale. Si rimane intrappolati in abitudini psicologiche e sociali, ci si adagia su una tradizione morta e non si pensa più a rinnovare – continua – si tratta di un problema gravissimo. Un paese con una storia come la Grecia è bloccato nel meccanismo stesso della storia. Per questo motivo siamo arrivati a questa situazione. Tutto quello di cui si parla, questa grande eredità greca di cui ci si vanta, è chiusa in modelli preconcetti, in stereotipi».
E, ironia della sorte, proprio lui – in Muoio come paese, opera risalente all’ormai lontano 1978 – aveva profetizzato un simile destino: «ho scritto questo testo 35 anni fa. Il paese era uscito dalla dittatura dei colonnelli, era un periodo pieno di speranze, di promesse e di ricchezza. Mi trovavo in una situazione personale di solitudine assoluta, che mi ha spinto a scrivere questo testo che ha preso la forma di una parabola: parlo di un paese che muore perché non accetta la propria fine e non accetta l'altro. Un paese che si sente assediato da mille anni, che non accetta quello che chiama il nemico, che non vede che il "nemico" è la sua stessa prospettiva di futuro».
Dimitris Dimitriadis
Nelle parole di Dimitriadis, dunque, la crisi appare, prima che economico-finanziaria, storica e culturale. «il sistema politico nel quale viviamo in Grecia, e che risale all'occupazione ottomana (quindi a diversi secoli fa), è completamente clientelare. I grandi proprietari terrieri di un tempo sono stati sostituiti dai partiti politici, ma i rapporti con la popolazione sono rimasti gli stessi. Lo stato appartiene al partito, e il partito sfrutta le risorse dello stato per mantenere il suo sistema clientelare».
E non nasconde le responsabilità dei cittadini greci, rei di aver «vissuto con facilità e superficialità». «I nostri politici sono l'immagine del nostro popolo. Questa deplorevole mentalità interessa tutta la popolazione greca. Spesso ho l'impressione che una forma di volgarità, di maleducazione, abbia conquistato il nostro paese».
Da sempre si parla della Grecia come della"culla" della nostra civiltà «In realtà dobbiamo renderci conto che questa culla è diventata la nostra tomba. Ma una tomba può a sua volta diventare una culla. Finora l'umanità ha sempre saputo rinnovare le sue forze e i suoi modelli di civiltà attraverso le sventure e le catastrofi. E non vi è alcuna ragione per pensare che non possa continuare a farlo».

domenica 6 maggio 2012

ψήφος, stimme, voto, vote



Giornata importante, questa, per la politica europea. Oggi, infatti, è il giorno delle elezioni in Grecia, le prime dopo il collasso dovuto alla crisi finanziaria e la conseguente entrata in scena del governo tecnico. Ma è anche il giorno del secondo turno delle Presidenziali di Francia. In Italia, invece, è la volta di una significativa tornata di amministrative, mentre in Germania si vota nel nell'importante Land Schleswig-Holstein. 

Ad Atene la posta in gioco è quella della governabilità del paese, ma anche la sua permanenza nell'Eurozona. In mezzo a pericolosi estremismi, rossi e neri, che sembrano spiccare il volo. In Italia, i dieci milioni di elettori che andranno alle urne per il voto amministrativo lo faranno sullo sfondo di molte le novità. Anzitutto la spaccatura Pdl-Lega nel centrodestra. Il Pd, dal canto suo, potrebbe tenere o subire erosioni di consenso da parte dei partiti antisistema o della sinistra più radicale. Pure senza influenze dirette sul Governo di Mario Monti, il voto - soprattutto se di protesta - potrebbe aprire una fase di (ulteriore) instabilità, con riflessi anche sul (complesso) risanamento economico. 

Nello Schleswig-Holstein, il land più settentrionale della Germania, al confine con la Danimarca, si profila un testa a testa tra i cristiano democratici della Cdu - il partito di Angela Merkel -  e i socialisti targati Spd. Al voto ben  2,2 milioni di cittadini. Un voto regionale, sì, ma molto importante anche per gli equilibri del governo federale di Angela Merkel, e cioè del pilastro che oggi regge, con fatica e suscitando molte critiche, le sorti traballanti di un'Europa in balia della crisi. In attesa di un altra importante giornata elettorale, quella in programma tra una settimana nel popoloso Land del Reno-Westfalia. 


venerdì 4 maggio 2012

Il voto greco



Esattamente tra due giorni, il 6 maggio, una Grecia stremata dalle difficoltà economiche e dal malessere sociale torna alle urne. La posta in gioco è, in primis, quella della governabilità del paese, ma anche la sua permanenza nell'Eurozona. Da una parte, Evanghelos Venizelos, leader del partito socialista Pasok e attuale ministro delle Finanze del governo tecnico Papademos, artefice di una serie di rigide misure di austerity (la cui efficacia tarda a farsi sentire), che ha dichiarato di voler ricostruire l'autonomia economica della Grecia e, sul piano istituzionale, la malandata membership greca nell'Ue. Dall'altra, Nuova Democrazia (ND), formazione di centro destra - con grandi responsabilità nell'attuale crisi economica, per aver truccato i conti, nascondendo il buco nel bilancio pubblico - guidata da Antonis Samaras, politico di lungo corso, ministro dei governi di centrodestra degli anni Novanta, che ha promesso, pur nel rispetto dei limiti e degli obiettivi imposti dalla comunità internazionale, tagli alle tasse e aumento della spesa pubblica. 
La ricetta di Venizelos, invece, propone l’annullamento graduale della “tassa di solidarietà”, imposta negli ultimi anni per combattere la crisi, promettendo anche la graduale riduzione dell’IVA per agricoltori e ristoranti. Ha inoltre dichiarato di voler diminuire i contributi alla sicurezza sociale del 10 per cento, per far ripartire l’economia e l’occupazione (oggi in Grecia i disoccupati sono circa il 25 per cento della forza lavoro). Ha anche promesso la graduale riduzione dell’IVA per agricoltori e ristoranti, sempre nel rispetto dei paletti imposti dalla comunità internazionale.
Segue una sfilza di altri partiti e partitini (in tutto sono 32 - sigh! - le formazioni politiche in lizza). Molto probabile, comunque, una grande coalizione ND-Pasok, dal momento che, da soli, i due partiti non riuscirebbero a formare un governo.  Ma è anche possibile che i due grandi partiti non raggiungano insieme la maggioranza dei voti, scenario che comporterebbe una elevatissima instabilità politica. 
Ma a preoccupare è anche l'ascesa delle forze di estrema destra. «In tempo di crisi economica è la democrazia ad essere svantaggiata», spiega Ilia Maglini in un articolo apparso sul quotidiano greco Kathimerini, citando Robert Paxton autore de "The Anathomy of Fascismo". Osservazione che pare essere confermata: "Alba dorata" - partito nazionalista, il cui simbolo ricorda neanche tanto vagamente una svastica -  ha già superato, nei sondaggi, il 5 per cento dei voti, ben oltre la soglia del 3 per cento necessaria per entrare in Parlamento. Esclation paragonata da Venizelos ad un inquietante precedente, l'ascesa politica dei nazisti durante la Repubblica di Weimar tedesca, appena dopo la Prima guerra mondiale.